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venerdì 18 ottobre 2013

Rodin in mostra a Milano

Dal 17 ottobre 2013 al 6 gennaio del 2014 nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, sarà possibile ammirare sessanta sculture in marmo di Auguste Rodin, provenienti direttamente dall'omonimo museo di Parigi. Si tratta di una delle maggiori mostre dedicate all'opera marmorea del grande scultore. L'esposizione segue l'evoluzione tecnica dell'artista dagli esordi alla maturità.

Una grande occasione, quindi per ammirare l'opera di Auguste Rodin, scultore nato a  Parigi il 12 novembre del 1840, su cui decisiva fu l'influenza dell'arte italiana, che scopri durante un viaggio in Italia nel 1875. Rodin rimase così affascinato da Firenze e Roma, tanto da visitarle più e più volte. Le sue fonti di ispirazione infatti, sono tutte italiane: basti pensare alla Porta dell'Inferno, ispirata da Dante; anche il Rinascimento e Michelangelo fanno parte del bagaglio di conoscenze artistiche dello scultore, come anche il Barocco, la cui influenza appare nella Testa del Dolore e nel Ruscello scavalcato.



 (Rodin: "Il poeta e la Musa")


sabato 12 ottobre 2013

Gastone Novelli in mostra a Napoli

A Napoli, le gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano ospitano le opere di Gastone Novelli, grande interprete del secondo dopoguerra. Intesa Sanpaolo porta nella sua sede più prestigiosa del capoluogo campano la mostra dal titolo: "Ogni universo è un possibile linguaggio. Gastone Novelli; dipinti e disegni (1957-1964)". L'esposizione è curata da Marco Rinaldi, oltre ad essere promossa dal gruppo bancario in collaborazione con l'Archivio Gastone Novelli.
I visitatori potranno godere della vista di 36 opere tra dipinti e disegni, provenienti dall'Archivio, dalla collezione Intesa e da collezioni private.
Gastone Novelli nacque a Vienna nel 1925, non solo fu pittore e scultore, ma anche lucido intellettuale, l'artista, infatti, ha partecipato al clima della neoavanguardia e dello sperimentalismo linguistico che coinvolse soprattutto i poeti e gli scrittori del Gruppo 63 in Italia e gli ambienti letterari del tardo surrealismo.


Inizia la sua carriera pittorica grazie all'aiuto del pittore, architetto e grafico Max Bill. Nel 1958 Gastone Novelli pubblica, per le edizioni dell'Esperienza Moderna, Scritto sul muro, un libro con ventisei tavole litografiche dedicate alle ventisei lettere dell'alfabeto.
Nel 1957, con la Galleria La Salita, a Roma, l'artista realizza un album litografico accompagnato dai versi di Dacia Maraini.
Nel 1960 vince il premio offerto dal Presidente della Repubblica all'ottava edizione del Premio Spoleto.
Nel capoluogo partenopeo, Novelli era già stato presente in mostre collettive, come quelle allestite nel 1959 alla Libreria-Galleria Minerva, nel 1963 alla Galleria Il Centro, nel 1964 alla Libreria-Galleria Guida, nel 1968 alla Galleria d'Arte San Carlo. Nel 1983 allo Studio Trisorio si tenne una retrospettiva di sue opere su carta.
L'esposizione organizzata da Intesa è la prima antologica dell'artista a Napoli e resterà aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2014.

giovedì 10 ottobre 2013

Ron English a Roma

Ron English,  noto anche come l'Andy Warhol della street art, si trova a Roma, in particolare in via dei Pisoni, al Quadraro vecchio, storico quartiere popolare della capitale. A farci cosa? Presto detto:  il progetto è intitolato M.U.R.O (Museo Urbano Roma), si tratterà di una vera e propria opera di street art, che Sky Arte manderà in onda a dicembre. Ron English, è stato anche un fervente supporter dell'attuale Presidente degli Stati Uniti, non a caso l'opera di questo esponente del Surrealismo Pop riguarderà  i volti dei presidenti Lincoln e Obama, che sovrapponendosi, daranno origine ad Abraham Obama.

sabato 15 ottobre 2011

Pisa: esposto un raro disegno di Picasso

Picasso, il noto artista di Guernica, è il soggetto della mostra al Palazzo Blu di Pisa, visitabile  dal 15 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012.
A rendere speciale questa esposizione sarà il disegno "Nu aux bras leve's" (1906-1907). Si tratta di un disegno preparatorio per il noto dipinto Les Demoiselles d'Avignon, conservato al Moma di New York.
In particolare, il disegno riproduce la figura centrale della tela, la donna con le braccia alzate. "Le fanciulle di Avignone" (1907), che rappresenta una scena di bordello, è uno dei lavori più significativi di Picasso, le sue opere segnano una vera e propria rottura con tutte le convenzioni della pittura occidentale precedente. Nel dipinto per la prima volta è riscontrabile un primitivismo violento, tratto dal mondo tribale e selvaggio, quasi a voler esprimere ribrezzo per una società percepita, ormai come decadente e sorpassata. Picasso dipinge, con Les Demoiselles d'Avignon, una delle più potenti rappresentazioni di sesso e di morte del XX secolo.



Fonte: Agi.it

venerdì 14 ottobre 2011

Balthus e la sua pittura erotica

Oggi vi propongo un artista...diciamo..."piccante", noto come Balthus (Balthasar Kłossowski de Rola), nato a Parigi nel 1908 e scomparso nel 2001. 
L'artista deve la sua immagine di pittore torbido e ambiguo, al suo dipinto del 1934: "Lezione di chitarra", in cui ritrae una ragazza che suona come strumento proprio una fanciulla seminuda. La vita stessa di Balthus è circondata da un alone di mistero, quasi fosse un personaggio romanzesco, di origini nobili, ha nascosto la sua reale data di nascita e ha contribuito il circolare di voci sul suo conto non diffondendo alcuna informazione personale ed evitando interviste e giornalisti.
Il fatto di aver sposato in seconde nozze Setsuko Ideta, di 35 anni più giovane di lui aggiunge un ulteriore alone di mistero e ambiguità attorno alla sua figura.
                                               "Lezione di chitarra"
Lo stile di Balthus parte da una base classica ed accademica; tuttavia, anche se la sua tecnica e il suo stile compositivo sono ispirati da quelli dei pittori pre-rinascimentali nelle sue opere sono presenti evidenti riferimenti allo stile dei surrealisti. 
Il soggetto di molti dei suoi dipinti è rappresentato da giovani fanciulle ritratte in un contesto erotico, quasi lascivo. Balthus, in realtà, sostenne ripetutamente che il suo lavoro non aveva alcun intento di tipo pornografico, ma che si limitava a mostrare l'esistenza di una sessualità infantile, una verità che poteva creare disagio. 

Balthus sottolinea: "A proposito delle adolescenti, sembra che un malinteso si sia definitivamente abbattuto sulla mia opera, percepita da alcuni come perversa e abitata unicamente da torbide Lolite".

In realtà le sue opere sembrerebbero nascondere ulteriori significati, avvolte in un'aura di mistero, esattamente come il loro autore.



venerdì 4 marzo 2011

Fa scandalo la poliziotta che fa pipì




La scultura "Petra" della poliziotta che fa pipì di certo non passa inosservata. Si tratta della rappresentazione in silicone di una poliziotta in tuta antisommossa nella posizione infraintendibile di orinare. Naturalmente la sua esposizione all'Accademia di Belle Arti a Dresda (Germania) ha fatto scalpore! L'opera è del giovane ed eccentrico artista Macel Walldorf. Diverse le posizioni di fronte alla scultura: i poliziotti e il Ministero dell'Interno tedeschi hanno gridato allo scandalo, mentre i critici sono entusiasti e hanno addirittura premiato l'opera.

( Fonte e foto: Ansa.it)

mercoledì 2 marzo 2011

Donne e pubblicità: il caso Oliviero Toscani

Questo blog si occupa di anche di comunicazione visiva. Di tutto ciò che viene comunicato non solo verbalmente o per iscritto, ma attraverso video, immagini, fotografie. E quindi, non posso, di certo, ignorare tutte le polemiche riguardanti la mercificazione del corpo femminile, scatenate dalla vicenda della ormai celebre "Ruby Rubacuori" sino alle continue scandalose pubblicità presenti sulle riviste o sui cartelloni pubblicitari. Gigantografie di sederi e seni, donne ammiccanti ed eccessivamente sexy che pubblicizzano qualunque cosa, dai vini ai provoloni. L'ultimo scandalo è la campagna pubblicitaria di Silvian Heach, realizzata dal fotografo americano Terry Richardson, con irriverenti scatti di modelle seminude. Il dibattito in questi giorni è accesissimo, dalla manifestazione di qualche settimana fa "Se non ora quando" in cui le donne sono scese in piazza per mostrare il proprio diappunto nei confronti degli ultimi scandali, all'iniziativa Facebookiana di sostituire la propria immagine del profilo con foto di grandi donne.  
Ora tocca al fotografo Oliviero Toscani dire la sua in proposito:  
“Le prime a fare schifo sono le donne”, ha dichiarato in un’intervista al Secolo XIX. “Preferiscono puntare sulla bellezza, anzichè sull’intelligenza”-spiega Toscani-“Siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano. Siamo un Paese sottosviluppato. Ha mai visto una madre che non sia fiera del figlio “sciupafemmine”? Chi li alleva, così? È un pianto… E poi avete il coraggio di lamentarvi?”.
Parole dure quelle del noto fotografo,a cui si devono le celebri campagne pubblicitarie della Benetton. Forse non ha tutti i torti. Se i corpi delle donne vengono mostrati come oggetti, probabilmente la colpa è delle scelte di alcune di noi.

mercoledì 2 febbraio 2011

Alice Guy, la prima donna regista

Quando pensiamo alla nascita del cinema come noi lo conosciamo, immediatamente la nostra mente si rivolge ai fratelli Lumière, che mostrarono per la prima volta, al gran Caffè del  Boulevard  des Capucines, l'apparecchio da loro brevettato: il cinematografo. Da allora nasce il cinema inteso come proiezione di una pellicola di fronte ad un pubblico pagante.

Quanta strada dal cinèmatographe dei Lumière ai nostri mega multisala dotati di ogni confort! (Forse troppi confort, se mi è concesso fare una piccola critica, spesso sembra che si vada al cinema per abbuffarsi invece di guardare un film! C'è gente che sgranocchia l'equivalente del cenone di Capodanno!)
Ritornando alla storia del cinema...anche l'avventura della cinematografia vede tra i suoi protagonisti donne capaci e intelligenti, che hanno contribuito a rendere il cinema come noi oggi lo conosciamo.
Mi riferisco ad Alice Guy, prima donna regista.

Alice Guy, anche nota come Alice Blanché, è stata la prima donna regista e produttrice cinematografica.
 Il suo primo cortometraggio "La Fée aux choux" risale probabilmente al 1896, un anno dopo l'invenzione del cinema.
Figlia di un editore e minore di quattro sorelle, a sedici anni diventa steno-dattilografa. Dopo la morte del padre, nel 1895, entra alla Gaumont come impiegata e un anno dopo dirige il suo primo film, “La fata dei cavoli”.
Dal 1905 fa da supervisore ai giovani registi. Nel 1907 sposa un operatore inglese, Herbert Blanché, con il quale si trasferisce a New York. Nel 1910 fonda la sua casa di produzione. Dal 1917 lavora per case come la Pathé e la Metro. Nel 1922 divorzia dal marito e torna in Francia con i due figli. Nel 1953 le viene consegnata la Legione d’Onore e nel 1964 torna negli Stati Uniti per morire nel New Jersey all'età di 95 anni. 


Niente male eh?
Per saperne di più: Wikipedia 
oppure questo interessante sito

lunedì 31 gennaio 2011

Sophie Calle e Luciana Littizzetto

Sophie Calle è un' artista francese, Luciana Littizzetto una comica italiana. Cosa avranno mai in comune? Semplice: le unisce un'opera d'arte. Si tratta di Take care of yourself, prenez soin de vous, cuidate much, in italiano Prenditi cura di te presentato dalla Calle alla Biennale di Venezia nel 2007. L'artista francese, esorcizza una triste lettera d'amore ricevuta da un suo ex compagno, rendendola un'opera d'arte. Sophie Calle ha chiesto a 107 donne di interpretare, in base alla propria professione, il testo della lettera. Così la psicologa ne ha fatto un profilo, l'insegnante di italiano l'ha analizzata linguisticamente, la ballerina ha creato una coreografia e la nostra Lucianina...ne ha fatto uno sketch! L'installazione è composta da video, registrazioni e testi che comprendono appunto l'analisi, la lettura e l'interpretazione delle tristi parole d'amore.Tra le donne che hanno partecipato ricordo: Jeanne Moreau, Miranda Richardson, Emanuelle Laborit, la pornostar Ovidie e quindi la nostra attrice comica Luciana Littizzetto

Sophie Calle racconta: Ho ricevuto una mail di mattina. Non ho saputo rispondere. Come se non fosse indirizzata a me. Terminava con le parole:Abbia cura di sè. Ho preso la raccomandazione alla lettera. Ho chiesto a 107 donne, scelte in base al loro mestiere di interpretare questa lettera da un'angolazione professionale. Analizzarla, commentarla, recitarla, danzarla, cantarla. Esaurirla. Capire al posto mio. Rispondere per me. Un modo di prendere tempo per rompere. Prendermi cura di me.

Nel video di Luciana Littizzetto vediamo l'attrice mentre legge la lettera e taglia le cipolle piangendo. Non si capisce se pianga per l'amore perduto o per le cipolle tagliate. Ve lo consiglio! E' davvero molto simpatico!

Per ulteriori notizie vi propongo: l'articolo di Wikipedia su Sophie Calle, articoli tratti da Repubblica.it e da Sole24Ore.